Alla caccia di iPhone


In affari non esistono amici, solo relazioni di interesse.

apple_vs_googleUn paio di anni fa Apple e Google sembravano flirtare: il CEO di quest’ultima, Eric Schmidt, sedeva persino nel consiglio di amministrazione di Apple, mentre oggi si affrontano in stile guerra fredda. Al posto di combattere frontalmente con i rispettivi eserciti (di avvocati), fanno in modo che ad attaccarsi siano i paesi satellite. Fatti salvi i dovuti distinguo, la storia umana non fa altro che ripetersi.

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JavaScript è il nuovo BASIC


C’era una volta, in un pianeta molto molto vicino, un linguaggio che doveva rendere semplice la programmazione anche ai neofiti. Il suo nome era BASIC (sì, con tutte le lettere maiuscole). Era abbastanza semplice e poco soggetwww-programmingto a regole che si poteva scrivere rapidamente qualunque immondo accrocchio (dal punto di vista formale); effettivamente ispirò una gran massa di adolescenti a scrivere codice. Qualcuno dei più datati lettori ricorderà riviste in edicola negli anni ’80 dello scorso secolo che altro non erano che listati di vari tipi di programmi, più o meno utili, per varie piattaforme dell’epoca (Commodore VIC 20 e 64, Sinclair ZX Spectrum, MSX, …), da digitare rigorosamente a mano. Con il suo primo PC XT, IBM addirittura forniva in ROM un BASIC minimale, mentre se facevi il boot in DOS da floppy disk avevi a disposizione un interprete più avanzato, il BASICA. Più tardi Microsoft fornì il GW-BASIC, dopo sostituito da QBasic; sempre rigorosamente interpretati.

Avanti veloce agli anni ’90 e alla nascita del World Wide Web 1.0. Pare che le piattaforme cambino, ma i cicli di sviluppo siano sempre gli stessi. Pseudo-accordo pseudo-commerciale Netscape/Sun e il Navigator 2.0 non solo acquista il supporto agli applet Java, ma l’interprete LiveScript allegato al browser viene ribattezzato JavaScript, anche se con Java c’è solo una rassomiglianza superficiale. Per anni relegato a delizia e croce degli sviluppatori Web, ad esempio per fare qualche effettino o modificare gli script cento volte per funzionare adeguatamente con i vari browser in circolazione (grazie Internet Explorer: con il tuo JScript semi-compatibile mi hai dato tante ore di debug da dimenticare), oggi è al centro di una nuova rinascita.

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Google Chrome Frame: metti un turbo nel motore (di Internet Explorer)


Lo so, lo so: parlo sempre di Google. Ma non è colpa mia, sono loro che fanno continuamente roba nuova che non posso fare a meno di coprire. Perché innovativa o semplicemente furba. Infatti catalogherei la notizia, ormai vecchia di qualche giorno, sotto queschrome-logot’ultimo cappello. E` una mossa MOLTO furba.

Cosa allora? Google rende disponibile un plug-in open source chiamato Chrome Frame che mette a disposizione buona parte delle capacità di rendering (leggi WebKit) e di esecuzione JavaScript (ovvero V8) del suo browser Chrome per il browser di Microsoft. In pratica, quando si richiede il rendering delle pagine in tale modalità con questo plug-in rimane fuori il solito vecchio e familiare Internet Explorer, ma le budella ti mettono a disposizione HTML5 + CSS3 con le prestazioni di JavaScript quasi decuplicate rispetto a IE8. Ironicamente, quindi di Microsoft rimane solo la parte esterna del browser, ove si trovano i controlli di navigazione, chiamata in gergo chrome.

Cosa deve fare quindi uno sviluppatore per fare in modo di utilizzare il plug-in Chrome Frame installato al posto del motore di rendering standard di IE? In pratica solo mettere il seguente tag HTML nella sezione HEAD di una pagina:

<meta http-equiv=”X-UA-Compatible” content=”chrome=1″>

Un’applicazione che potrebbe immediatamente godere di tale trattamento è Google Wave, ideata per collaborare e comunicare interattivamente in Internet. Questa sfrutta tutte le caratteristiche avanzate introdotte ultimamente con HTML5, CSS3 e JavaScript, che non dovrebbe essere un problema per Safari 4 e Chrome 3, nonché per Firefox 3.5. Ma sarebbe certamente un problema per IE 8 e precedenti.

Per gli sviluppatori web è confortante l’idea di potere ridurre il numero di variabili in gioco quando si realizzi un’applicazione che debba funzionare per il maggior numero di utenti possibili. Quindi un po’ da capogiro è che Chrome Frame funzioni anche sui vecchi IE 6 e IE 7;  ce ne sono ancora parecchi in giro.

La reazione di Microsoft? “Non riducete, cari utenti, la sicurezza del browser più sicuro del mondo (sarebbe IE8), non lo consiglieremmo ai nostri amici e alle nostre famiglie”. Non so quanto sia vero, ma se non siete disposti o non potete abbandonare IE 6 o 7, Chrome Frame sembra essere una buona soluzione per dare nuovo smalto al vostro browser.

Cattivo pinguino, cattivo !


Chi segue la storia di Linux fin dagli albori leggerà questa notizia con un pizzico di soddisfazione: Microsoft inizia a perdere soldi a causa di Linux, e non è Richard Stallman a dirlo (a proposito, qualcuno sà che fine abbia fatto ?) ma Microsoft stessa che nel suo Second-Quarter Results Report indica nel fenomeno netbook la causa delle principali perdite economiche in ambito client (leggi: GNU/Linux preinstallato per abbassare il prezzo finale del computer).

Dopo avere ignorato Linux per molti anni ora Microsoft (che collabora con Novell per il progetto Mono in relazione al framework .NET) si trova a dover fare i conti (nel vero senso della parola) con il nostro Sistema Operativo preferito.  Ora mi viene un dubbio: vuoi vedere che, essendo le perdite economiche lato client imputabili più o meno indirettamente a GNU/Linux, è proprio colpa di quest’ultimo se Microsoft deve tagliare 5000 posti di lavoro ?

Dopo il “delfino goloso”, ci aspetta il “pinguino cattivo” ?

ActiveX o non ActiveX? nativeclient!


Ogni tanto accade. E` una sensazione di deja-vu, di quelle di cui non ti liberi subito e che ti fanno persino saltare con la mente ad anni prima. Mi è capitato così con nativeclient, una nuova tecnologia messa a punto da Google e la cui descrizione è in questo denso articolo tecnico, invero di non facilissima lettura per i non addentro ai lavori.

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Tutti gli Internet Explorer sono vulnerabili


Non siamo soliti sparlare della “concorrenza”, ma gli eventi degli ultimi giorni meritano un minimo di risonanza anche dalla nostra parte della barricata, anche perché le reti miste sono la norma e molti server Linux hanno come compito quello di proteggere i client Windows della rete (si pensi a server di posta o proxy che integrano ClamAV, per esempio).

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Scrivere plugin per IE è complicato, parola di Microsoft


Questo articolo dà molto da pensare. La prima cosa che mi viene in mente è che se Microsoft organizza una conferenza per convincere gli sviluppatori di addon per Firefox a portarli anche su IE, allora probabilmente il mercato inizia ad essere interessante (sia economicamente, sia in termini di quote di mercato).

Ma la parte più bella è quella che segue…

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Nessun sistema operativo è veramente “free”


Signor Starks,
sono sicura che lei crede veramente in ciò che fa, ma non posso supportare i suoi sforzi, né permettere che questi avvengano nella mia classe.
Al momento non sono del tutto certa che quello che sta facendo sia legale.
Nessun software è “free” e far circolare queste idee è pericoloso… Questo è un mondo in cui Windows gira – virtualmente – su ogni computer e fare una carnevalata per un altro sistema operativo non aiuterà questi ragazzi.

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