Linux@Work n° 75


Google compra Motorola Mobility; Android al 46% del mercato, ma è poco open; Oracle ritira la licenza Java per le distribuzioni; Android e i suoi pericoli
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Programmare Apache Hadoop con Python


Nell’articolo precedente abbiamo fatto conoscenza con Hadoop, l’implementazione open source in Java di MapReduce, modello per l’analisi distribuita di dati su larga scala originariamente sviluppato da Google ed abbiamo visto come installare Hadoop, configurarlo ed eseguire word count, l’equivalente MapReduce di “hello world”.
Obiettivo di questa seconda parte è lo sviluppo di applicazioni che sfruttino un cluster Hadoop; in particolare, vedremo come sia possibile svilupparle in Python, un linguaggio che gode di notevole popolarità, principalmente grazie alla rapidità di sviluppo, alla quantità di moduli disponibili ed alla relativa facilità di estensione.

Linux @ Work n° 72


Linux @ London Stock Exchange; Oracle denuncia Google per Java; Novell acquisita da Attachmate; I server per il cloud saranno ARM?

E ancora…

Oracle dice no ad Harmony; Lascia il direttore della Symbian Foundation; Chrome OS pronto tra pochi mesi; Google rilascia mod_pagespeed; Oracle reagisce al fork Libre Office; Oracle rilascia Solaris 11 Express; Red Hat ha un patto segreto sui brevetti?; Motorola contro-denuncia Microsoft

Gli affari sono affari


oracle_sunsetSono passati esattamente sei mesi da quando ho scritto della fagocitazione ufficiale del boccone Sun da parte di Oracle. E` arrivato il momento di fare il punto della situazione, con notizie non tutte esattamente positive.
Partiamo dal punto saliente: Oracle con l’acquisizione di Sun, ribattezzata Oracle America, si ritrova un parco di prodotti hardware e software di tutto rispetto. Ma le ultime novità si concentrano soprattutto intorno a:
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JavaScript è il nuovo BASIC


C’era una volta, in un pianeta molto molto vicino, un linguaggio che doveva rendere semplice la programmazione anche ai neofiti. Il suo nome era BASIC (sì, con tutte le lettere maiuscole). Era abbastanza semplice e poco soggetwww-programmingto a regole che si poteva scrivere rapidamente qualunque immondo accrocchio (dal punto di vista formale); effettivamente ispirò una gran massa di adolescenti a scrivere codice. Qualcuno dei più datati lettori ricorderà riviste in edicola negli anni ’80 dello scorso secolo che altro non erano che listati di vari tipi di programmi, più o meno utili, per varie piattaforme dell’epoca (Commodore VIC 20 e 64, Sinclair ZX Spectrum, MSX, …), da digitare rigorosamente a mano. Con il suo primo PC XT, IBM addirittura forniva in ROM un BASIC minimale, mentre se facevi il boot in DOS da floppy disk avevi a disposizione un interprete più avanzato, il BASICA. Più tardi Microsoft fornì il GW-BASIC, dopo sostituito da QBasic; sempre rigorosamente interpretati.

Avanti veloce agli anni ’90 e alla nascita del World Wide Web 1.0. Pare che le piattaforme cambino, ma i cicli di sviluppo siano sempre gli stessi. Pseudo-accordo pseudo-commerciale Netscape/Sun e il Navigator 2.0 non solo acquista il supporto agli applet Java, ma l’interprete LiveScript allegato al browser viene ribattezzato JavaScript, anche se con Java c’è solo una rassomiglianza superficiale. Per anni relegato a delizia e croce degli sviluppatori Web, ad esempio per fare qualche effettino o modificare gli script cento volte per funzionare adeguatamente con i vari browser in circolazione (grazie Internet Explorer: con il tuo JScript semi-compatibile mi hai dato tante ore di debug da dimenticare), oggi è al centro di una nuova rinascita.

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Il servizievole Android


Sono un grafomane, un po’ logorroico.

android_logoLa povera Redazione (grazie, Gilberto) deve combattere ogni volta con un tizio che tenta di sforare in tutti i modi lo spazio graziosamente concessogli in una rivista che (purtroppo) non ha uscite frequentissime (al momento). Di conseguenza qualche volta riscrivo dei pezzi per rientrare nelle sei o otto pagine permesse, o mi è capitato un paio di volte di mollare un riquadro. Quindi, dopo questo corsivo, ve ne consegno uno visto che oramai l’avevo scritto. Si riferisce all’articolo sul numero 68 di L&C. attualmente in edicola e parla del modo in cui Android gestisce i suoi servizi.

Inoltre, visto che ho rotto il ghiaccio con il post precedente contenente un video, l’anno scorso avevo fatto un seminario su Android al Java Users Group di Padova quando ancora era un droide poco conosciuto; diciamo che buona parte di quanto detto è ancora attuale, se a qualcuno può interessare. Le slide proiettate nel video le trovate invece qui.

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Oracle compra Sun Microsystems


Dopo aver cercato di farsi comprare da IBM, e aver chiuso prematuramente le trattative senza giustificati motivi, ecco che Sun Microsystems decide di accettare l’offerta di Larry Ellison di Oracle: ben 9,50 $ ad azione, contro l’attuale 6,60 del mercato (in realtà prima dei rumors dell’acquisizione di IBM il titolo volava basso verso quota 5, salito a 8.89 per poi cadere a 6,56 quando ormai le trattative si erano interrotte).

Una buona o una cattiva notizia?

Sun Microsystems ha asset di tutto rispetto: da Solaris a VirtualBox, da MySQL a Glassfish, senza considerare l’apporto a OpenOffice e ad altri progetti Open. Oracle in tempi non sospetti aveva già acquisito progetti sia open che closed nei campi più disparati (Berkeley DB, InnoBase – il produttore del motore db InnoDB – ma anche BEA Systems).

Speriamo solo l’acquisizione non sia un modo (economico) per disfarsi di inutile concorrenza, con in più la sorpresa di tenersi prodotti di tutto rispetto, come Solaris, come l’hardware e storage… i saldi in borsa c’erano da un pezzo, e Larry Ellison non è il tipo da lasciarsi sfuggire occasioni.

Peccato perché tra le società storiche, Sun Microsystems si era distinta per una certa apertura all’Open che speriamo Oracle vorrà mantenere, anche se qualche dubbio potrebbe sorgere: penso lo si potrà capire da subito non appena si vedrà il destino del CEO di Sun, Jonathan Schwartz, nel nuovo organigramma.

Sarà interessante valutare anche la reazione di altre grandi, HP ad esempio, con la quale Oracle aveva stretto accordi per soluzioni miste hw/sw di un certo rilievo.

Voi che ne pensate?

Sviluppare su Linux come su Windows, grazie a MONO


Microsoft ha creato C# e .NET per avere un ambiente di sviluppo multipiattaforma che potesse competere con Java. Vediamo come funziona il linguaggio e come è possibile usare C# e .NET anche sotto Linux, grazie al progetto Mono

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