News Update n° 72


Linux più veloce con una patch “miracolosa”; IE scende sotto il 50% di utilizzo, mentre cresce Chrome; nasce LibreOffice, fork di OpenOffice.org; Android Market supera le 100mila applicazioni

E ancora…

MeeGo si nega a OpenSUSE; Seabird, lo smartphone secondo Mozilla; Driver Linux per Microsoft Kinect; Nuova vulnerabilità in OpenSSL; Skype disponibile per Android; Anche AMD entra nel progetto MeeGo; Replicant, un Android 100% Free Software

L’armata degli zombie


E’ di quasi due settimane fa la notizia che, sfruttando un difetto in Microsoft Internet Explorer 6 e come vettore documenti PDF, ignoti individui (?!) provenienti dalla Repubblica Popolare Cinese hanno coordinato un attaccie6_chinao contro account Google Gmail di attivisti civili e a una trentina di altre compagnie. Come risultato più visibile Google ha ventilato di ritirarsi dalla Cina, chiudendo proprio la sua sede di Google China,  nell’immediato non censurando più i risultati delle ricerche presentate dal suo motore (secondo i dettami della legge cinese).

Mi preme qui fare un paio di precisazioni, calato il polverone iniziale, sulle “verità” uscite fuori dalla macchina tritanotizie. Proprio vera quella predizione del 1968: “nel futuro ognuno sarà famoso nel mondo per quindici minuti” (Andy Warhol). Solo che Internet ha ridotto i tempi a qualche minuto…

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Google Chrome Frame: metti un turbo nel motore (di Internet Explorer)


Lo so, lo so: parlo sempre di Google. Ma non è colpa mia, sono loro che fanno continuamente roba nuova che non posso fare a meno di coprire. Perché innovativa o semplicemente furba. Infatti catalogherei la notizia, ormai vecchia di qualche giorno, sotto queschrome-logot’ultimo cappello. E` una mossa MOLTO furba.

Cosa allora? Google rende disponibile un plug-in open source chiamato Chrome Frame che mette a disposizione buona parte delle capacità di rendering (leggi WebKit) e di esecuzione JavaScript (ovvero V8) del suo browser Chrome per il browser di Microsoft. In pratica, quando si richiede il rendering delle pagine in tale modalità con questo plug-in rimane fuori il solito vecchio e familiare Internet Explorer, ma le budella ti mettono a disposizione HTML5 + CSS3 con le prestazioni di JavaScript quasi decuplicate rispetto a IE8. Ironicamente, quindi di Microsoft rimane solo la parte esterna del browser, ove si trovano i controlli di navigazione, chiamata in gergo chrome.

Cosa deve fare quindi uno sviluppatore per fare in modo di utilizzare il plug-in Chrome Frame installato al posto del motore di rendering standard di IE? In pratica solo mettere il seguente tag HTML nella sezione HEAD di una pagina:

<meta http-equiv=”X-UA-Compatible” content=”chrome=1″>

Un’applicazione che potrebbe immediatamente godere di tale trattamento è Google Wave, ideata per collaborare e comunicare interattivamente in Internet. Questa sfrutta tutte le caratteristiche avanzate introdotte ultimamente con HTML5, CSS3 e JavaScript, che non dovrebbe essere un problema per Safari 4 e Chrome 3, nonché per Firefox 3.5. Ma sarebbe certamente un problema per IE 8 e precedenti.

Per gli sviluppatori web è confortante l’idea di potere ridurre il numero di variabili in gioco quando si realizzi un’applicazione che debba funzionare per il maggior numero di utenti possibili. Quindi un po’ da capogiro è che Chrome Frame funzioni anche sui vecchi IE 6 e IE 7;  ce ne sono ancora parecchi in giro.

La reazione di Microsoft? “Non riducete, cari utenti, la sicurezza del browser più sicuro del mondo (sarebbe IE8), non lo consiglieremmo ai nostri amici e alle nostre famiglie”. Non so quanto sia vero, ma se non siete disposti o non potete abbandonare IE 6 o 7, Chrome Frame sembra essere una buona soluzione per dare nuovo smalto al vostro browser.

Oltrelinux.com aderisce alla campagna IE6 No More


Che ci crediate o no, neanche questo sito è “immune” alle visite da parte di browser Internet Explorer 6. Specialmente nelle pubbliche amministrazioni, capita che, a causa del supporto obbligato ad alcune applicazioni “legacy”, non sia possibile migrare a browser più recenti.

Siamo nel 2009, da anni si parla di (e si usa il) Web 2.0, addirittura c’è chi inizia a lavorare sul “3.0″. HTML5 è alle porte. IE6 è il passato, un incubo per chiunque sviluppi siti web o web application: gran parte degli standard moderni non è supportata oppure l’implementazione mette i brividi, il che costringe gli sviluppatori, per mantenere la compatibilità, a rinunciare alle feature più innovative e, nel contempo, ad infarcire HTML, CSS e JavaScript di workaround per il supporto di questa piattaforma che dovrebbe essere scomparsa ormai da anni.

Se utilizzate IE6 perché il vostro datore di lavoro vi obbliga, fategli notare che i tempi ed i costi di aggiornamento delle applicazioni legacy verrebbero ampiamente bilanciati dai vantaggi di poter utilizzare browser compatibili con gli standard e più sicuri (quanti giorni l’anno perdete a causa di virus o instabilità dovute a IE6?)!

ie6nomore-logo

Da oggi, Oltrelinux.com aderisce alla campagna IE6 No More e invita tutti i lettori ad attivarsi per diffondere la consapevolezza del problema!

Tutti gli Internet Explorer sono vulnerabili


Non siamo soliti sparlare della “concorrenza”, ma gli eventi degli ultimi giorni meritano un minimo di risonanza anche dalla nostra parte della barricata, anche perché le reti miste sono la norma e molti server Linux hanno come compito quello di proteggere i client Windows della rete (si pensi a server di posta o proxy che integrano ClamAV, per esempio).

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Scrivere plugin per IE è complicato, parola di Microsoft


Questo articolo dà molto da pensare. La prima cosa che mi viene in mente è che se Microsoft organizza una conferenza per convincere gli sviluppatori di addon per Firefox a portarli anche su IE, allora probabilmente il mercato inizia ad essere interessante (sia economicamente, sia in termini di quote di mercato).

Ma la parte più bella è quella che segue…

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