Accesso a Internet: diritto universale o rischio mortale?


Viviamo in tempi assai strani.

Mentre, da un lato, nazioni che si trovano ai primi posti nella classifica dell’Indice di Sviluppo Umano dichiarano Internet un diritto universale e chiedono l’accesso a banda larga per tutti i loro cittadini, dall’altro troviamo un panorama desolante: l’accesso alla rete è sempre più controllato e censurato, non solo nei regimi e nelle dittature, ma anche in alcune di quelle che si definiscono “moderne democrazie occidentali”.
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L’AGCOM e i controllori fuori controllo


Puntuale come sempre ritorna la (aperiodica) querelle tra chi vorrebbe un web più controllato in modo da evitare violazioni di legge (soprattutto in tema di diritto d’autore, sfruttamento sessuale dei minori, terrorismo e gioco d’azzardo) e chi, invece, rivendicando la natura decentrata dell’informazione circolante in internet, vede con preoccupazione ogni possibile forma di controllo che, seppur legittimata da un punto di vista giuridico in quanto promanante dallo Stato, potrebbe facilmente prestarsi a derive censorie che è meglio evitare ab initio. Come suol dirsi: “di capitare non capita, ma se capita……”.
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La nuova legge sul diritto d’autore


Nuovi freni per l’OpenSource italiano.

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