Google sfida Microsoft?


Ancora si sa molto poco del nuovo “web os” di Google… la sfida a Windows sarà reale?

Più delle parole, per il momento lasciamo parlare la penna del bravo Federico Fieni, in questa stupenda vignetta (riferita a Chrome, ma che rimane attuale).

Fonte: oneComics.it

Stiamo tornando…


lc68-preview-smallI ritardi delle uscite di Linux&C. sono legati al doppio filo del carico di lavoro come consulente del suo direttore (il sottoscritto), che è sempre troppo impegnato su troppi fronti. Questa volta, purtroppo, si è esagerato, in particolare ho esagerato: molti, troppi lavori tutti insieme, senza che si riuscissi a prendere fiato, il tutto condito da altre avventure (alcune positive, altre meno) che rendono la vita meno monotona. Finalmente stiamo ultimando tutto, e in questa settimana verrà mandato in stampa il numero 68 di Linux&C.: l’argomento di punta sarà la suite iproute2, e si inizierà con questo numero a presentare “ip”, un comando troppo poco usato rispetto alle sue potenzialità. In realtà è tutta la suite ad essere poco utilizzata, e ancora si preferisce l’accoppiata ifconfig / route, che ormai ha i giorni contati, più o meno come l’ipv4 ( :-) ).Chiudiamo, dopo 23 numeri, la serie di sicurezza, con la configurazione finale di GrSecurity, e con un po’ di pratica che farà divertire molti di voi. Da segnalare, ancora, uno splendido articolo sul funzionamento di GCC e delle sue ottimizzazioni, insieme a molti altri articoli (Android, Mono, Deep Focus, P2P, workflow digitali ed altri che sicuramente dimentico) che condiscono questo numero.

Cercherò, per il futuro, di evitare che i miei ritardi siano anche quelli della rivista: so che qualcuno di voi si sente offeso, me ne dispiaccio profondamente, ma la vera offesa sarebbe stato, per me, mandare in stampa gli articoli che avevamo senza quegli adattamenti e quelle correzioni alle quali vi abbiamo abituato.

Se Sun Microsystems avesse adottato la GPL3…


… Chissà se Oracle avrebbe comunque acquisito la società: in pratica, con l’acquisizione, avrebbe permesso a tutti di utilizzare i brevetti detenuti: pensiamo a MySQL, se anche violasse qualche brevetto di Oracle – cosa che non credo, ma con l’andare avanti con lo sviluppo potrebbe non essere impossibile – con l’acquisizione si sarebbe “ripulito” da qualsiasi colpa. Anzi, sapendo dell’acquisizione, qualche sviluppatore avrebbe potuto inserire dei “cavalli di troia” nel codice ad-hoc per sfruttare quei brevetti, in vista di un futuro fork, che avrebbe potuto continuare ad utilizzarli senza alcun problema.

Qualcosa mi dice che vedremo pochi progetti sotto GPL3 acquisiti da grandi colossi: peccato perché Jonathan Schwartz ne ha sempre parlato, ma ha sempre tenuto ben lontani i “gioielli di famiglia” da questa licenza… vedremo se Oracle si interesserà o meno alla questione.

Oracle compra Sun Microsystems


Dopo aver cercato di farsi comprare da IBM, e aver chiuso prematuramente le trattative senza giustificati motivi, ecco che Sun Microsystems decide di accettare l’offerta di Larry Ellison di Oracle: ben 9,50 $ ad azione, contro l’attuale 6,60 del mercato (in realtà prima dei rumors dell’acquisizione di IBM il titolo volava basso verso quota 5, salito a 8.89 per poi cadere a 6,56 quando ormai le trattative si erano interrotte).

Una buona o una cattiva notizia?

Sun Microsystems ha asset di tutto rispetto: da Solaris a VirtualBox, da MySQL a Glassfish, senza considerare l’apporto a OpenOffice e ad altri progetti Open. Oracle in tempi non sospetti aveva già acquisito progetti sia open che closed nei campi più disparati (Berkeley DB, InnoBase – il produttore del motore db InnoDB – ma anche BEA Systems).

Speriamo solo l’acquisizione non sia un modo (economico) per disfarsi di inutile concorrenza, con in più la sorpresa di tenersi prodotti di tutto rispetto, come Solaris, come l’hardware e storage… i saldi in borsa c’erano da un pezzo, e Larry Ellison non è il tipo da lasciarsi sfuggire occasioni.

Peccato perché tra le società storiche, Sun Microsystems si era distinta per una certa apertura all’Open che speriamo Oracle vorrà mantenere, anche se qualche dubbio potrebbe sorgere: penso lo si potrà capire da subito non appena si vedrà il destino del CEO di Sun, Jonathan Schwartz, nel nuovo organigramma.

Sarà interessante valutare anche la reazione di altre grandi, HP ad esempio, con la quale Oracle aveva stretto accordi per soluzioni miste hw/sw di un certo rilievo.

Voi che ne pensate?

Obama, the Open Source president


A volte si parla poco di politica. E non parlo di quella politica stagnante, autoreferenziata, che vuole tradurre il potere in poltrone e le poltrone in potere.
Anche se in Italia non è facile ricordarsene, c’è un’altra politica, quella buona, quella lontana dagli interessi dei pochi, lontana dai sondaggi e dal populismo più o meno spinto, quella che dovrebbe cercare di fare gli interessi di tutti.

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L’OpenSource e la crisi mondiale: una grande opportunità?


Tagli al personale e riduzione degli investimenti IT sono tra i primi effetti della crisi mondiale che sta coinvolgendo pesantemente anche le aziende tecnologiche: con perdite che stanno intorno al 20%, per le società più fortunate (e solide), ma che arrivano e superano anche il 70% in alcuni casi, la situazione non sembra lasciare spiragli di alcun tipo.

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Privacy, questa sconosciuta (ma è sempre per il nostro bene)


La voce circolava già da qualche giorno, ma a confermarla è stato direttamente Steve Jobs in persona in una intervista rilasciata al Wall Street Journal: il nuovo telefonino di casa Apple dispone di un meccanismo tale per cui la casa madre può “disattivare” (ancora non è chiaro cosa questo significhi) alcune applicazioni caricate sull’iPhone. “Hopefully we never have to pull that lever, but we would be irresponsible not to have a lever like that to pull” (“speriamo di non avere bisogno di tirare questa leva, ma sarebbe irresponsabile non avere una leva come questa da tirare”).
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Google e la favola del Free Software


Ci sono molte società che si distinguono per il supporto all’OpenSource che forniscono: alcune prestando sviluppatori sul proprio libro paga ai vari progetti, altre rilasciando prodotti sotto licenze aperte tipicamente business-friendly. Il numero di queste aziende è, per fortuna, in continuo aumento…

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