Accesso a Internet: diritto universale o rischio mortale?
Pubblicato Sunday 23 October 2011 da Redazione Linux&C.
Viviamo in tempi assai strani.
Mentre, da un lato, nazioni che si trovano ai primi posti nella classifica dell’Indice di Sviluppo Umano dichiarano Internet un diritto universale e chiedono l’accesso a banda larga per tutti i loro cittadini, dall’altro troviamo un panorama desolante: l’accesso alla rete è sempre più controllato e censurato, non solo nei regimi e nelle dittature, ma anche in alcune di quelle che si definiscono “moderne democrazie occidentali”.
Non sono mancati esempi negli ultimi mesi: è di qualche giorno fa la notizia che Yahoo! – per uno strano problema dell’antispam – avrebbe bloccato mail contenenti la stringa “Occupy Wall St”, facente riferimento alle proteste che si stanno svolgendo davanti alla borsa di New York. La strana configurazione dell’antispam pare sia stata corretta.
In Agosto, in risposta ad una protesta in alcune stazioni di Los Angeles, ufficiali del BART (Bay Area Rapid Transport) disabilitarono i ripetitori cellulari presenti in alcune stazioni per prevenire l’accesso ad Internet da parte dei manifestanti, che utilizzavano i social network per il coordinamento e la copertura dell’evento “dal campo”.
Stessa cosa successe a Londra, quando il Primo Ministro David Cameron chiese a Facebook, Twitter e RIM di agire attivamente per controllare l’utilizzo dei loro social network e bloccare i messaggi provenienti dalle zone in cui
erano in corso le rivolte.
Eppure qualche mese prima tutto il mondo occidentale si era affrettato a condannare duramente il blocco totale del traffico Internet messo in atto da parte del governo egiziano durante le proteste di piazza Tahrir: quanta ipocrisia!
E l’Italia poteva essere da meno?
Nel dicembre 2010 l’ambasciatore americano a Roma riportava al suo governo i tanti dubbi sul Decreto Romani, come abbiamo saputo grazie ai cables rilasciati da Wikileaks. Certo, erano dubbi in ottica statunitense che avevano probabilmente più a cuore gli interessi delle grandi multinazionali americane dell’intrattenimento che quelli di noi cittadini italiani, ma possono comunque dare una idea di quanto singolare potesse sembrare l’approccio ad Internet del nostro governo.
Se ne parliamo, ahimé, è solo perché ci stanno riprovando: in un paese sull’orlo del collasso finanziario, a quanto pare il Parlamento è instancabilmente al lavoro per ridisegnare le norme sul diritto d’autore, tanto che abbiamo avuto – a distanza di pochi mesi – due disegni di legge presentati uno dalla Lega Nord e l’altro dai deputati Elena Centemero (PDL) e Santo Versace (prima PDL, ora gruppo misto).
Entrambe le iniziative riguardano i comportamenti che i provider dovrebbero porre in atto.
Si parla, in soldoni, di una legge sul modello di quella approvata in Francia, che prevede la disconnessione da Internet da parte del provider dopo tre casi di violazione del diritto d’autore.
La variante italiana è, ovviamente, in peggio.
Gli ISP sarebbero tenuti a tenere sotto controllo i propri utenti e disconnetterli in caso di una qualsiasi segnalazione di violazione. Non è necessario che tale segnalazione provenga dall’Autorità Giudiziaria o dalla Polizia, né è richiesto alcun controllo sulla veridicità della stessa: chiunque può segnalare ed il provider sarebbe tenuto a disconnettere l’utente, con buona pace dei diritti costituzionali.
Quasi per unire il danno alla beffa, un paio di settimane fa la Comunità Europea ha esteso (con valore retroattivo) il copyright fino a 70 anni, dai 50 che erano prima. Pare che l’iniziativa sia per tutelare gli artisti (“performers”, quindi cantanti, musicisti, attori, etc) che, iniziando la carriera in giovane età, con una protezione di soli 50 anni avrebbero rischiato di non godere dei diritti in vecchiaia…
Gli autori di canzoni o altre opere musicali create “a più mani”, invece, sono coperti fino a 70 anni dopo la morte dell’ultimo autore: gli eredi di un artista non vorrete mica che lavorino come tutti gli altri! E’ Arte, perbacco!



C’è anche posto per “gli amici degli eredi di un artista”? ^_^
Comunque, scherzi a parte (ma non troppo, dato che io quel 50 l’avrei fatto diventare 25: se volete fare gli artisti lo fate almeno ogni 25 anni e non che “campate su un’opera” creata ben 70 anni fa!), dato il cospicuo post di cui sopra, di solito è preludio dell’uscita di un nuovo numero. La domanda è: tra quando?
“Tutto cambia per non cambiare nulla.” [cit.]
Scusate se non centra molto :
qualcuno conosce qualche tools open source per estrarre / convertire tabelle presenti in file PDF in csv o ods o xls?
Ovviamente mantenendo le colonne della tabella originale…
Che io sappia LibreOffice/OpenOffice hanno strumenti di importazione per documenti pdf. Potresti anche provare a passare per latex, se tutto ciò che ti interessa è la tabella.
Comunque sia non ho mai provato il back engineering di un pdf.
scusate ma non ho capito, linux&c 75 è stato distribuito nelle edicole, o ancora niente?
Probabilmente no, non hanno ancora mostrato l’anteprima della copertina sul sito, né annunciato l’uscita. :-)
Ma come sappiamo bene ormai tutti del sito, la qualità della rivista vale l’attesa.
No…la qualità della rivista non si discute ma ormai si stà rasentando veramente il ridicolo…così è veramente poco utile come rivista anche se la qualità è ottima…
Facciamo il caso dell’esempio degli articoli su Drupal…escludendo il caso specifico che ci debba lavorare nell’immediato…assumendo che mentre faccio altro intanto piano piano mi documento grazie agli utenti di Linux&C…beh…se mi fai uscire 2 articoli su Drupal in 2 mesi è un conto (ed è anche giusto)…se mi fai uscire 2 articoli su Drupal in quasi un anno è del tutto inutile perchè:
1) Con la cadenza quasi semestrale…beh…mi passa la voglia…allora dico: “il giorno che dovrò usarlo lo imparerò senza bisogno di Linux&C come introduzione”
2) Nel giro di quasi un anno magari è pure cambiata la versione di Drupal…
Così non ha senso la rivista…sembrava aver ripreso una piega accettabile nei mesi passati ma queste ultime attese dimostrano il contrario…ed anzi…tutta la sbrodolata sull’homepage di oltrelinux con iv ari articoletti sulla storia di Linux sono chiaramente un tappabuchi e mi sanno anche di malafede…far credere ai lettori che il numero è quasi pronto…invece nada de nada…bah…vedrò se comprare il nuovo numero tanto per dire: “L’ho preso anche questa volta” e leggermelo sulla tazza del cesso…bah
Oh yes… è sempre una pena aspettare… comunque anche la gestione del sito lascia un po’ a desiderare :-) Stamattina ho acquistato il numero 75, con in copertina il 20° compleanno di linux…
Solo sfogliata, ottima come sempre!
ABEMUS RIVISTAM
PRIMO !!!
Per la gioia di grandi e piccini inizia il tormentone del: “io ce l’ho!”
Nel mio caso: Pavia vicino alla stazione ferroviaria.
al prossimo tormentone….”quando esce?”
buona lettura
p.s. le prove? ultima parola pagina 9: “Filter”
te0x
ABEMUS RIVISTAM
Secondo per un soffio !!!
Per la gioia di grandi e piccini inizia il tormentone del: “io ce l’ho!”
Nel mio caso: Pavia vicino alla stazione ferroviaria.
al prossimo tormentone….”quando esce?”
buona lettura
p.s. le prove? ultima parola pagina 9: “Filter”
te0x
Scusate l’Off-topic
ma e’ possibile che un servizio erogato dal ministero “postacertificata” stia fermo 3 giorni per “aggiornamento”???
Ci scusiamo per il disagio ??
Uno potrebbe mancare una scadenza importantissima a causa di cio’….tra l’altro dal 29/11/11 la pec e’ OBBLIGATORIA per le aziende.
Complimenti alle Poste Italiane e a chi gli ha affidato il servizio
https://www.postacertificata.gov.it/index.html
19/11/2011
“Il sito è in fase di aggiornamento, ci scusiamo
per eventuali disagi.Il servizio di PostaCertificat@ sarà nuovamente raggiungibile a partire dalle ore 08:00 di lunedì 21 novembre. Grazie.”
preso!
però mi è venuta la pella d’oca alla prima pagina interna :D
:brr/puah:
Presa l’altro ieri a Chieti Scalo, edicola della stazione. :D
presa.. molto soddisfatto :-)
Grazie!