Alla caccia di iPhone


In affari non esistono amici, solo relazioni di interesse.

apple_vs_googleUn paio di anni fa Apple e Google sembravano flirtare: il CEO di quest’ultima, Eric Schmidt, sedeva persino nel consiglio di amministrazione di Apple, mentre oggi si affrontano in stile guerra fredda. Al posto di combattere frontalmente con i rispettivi eserciti (di avvocati), fanno in modo che ad attaccarsi siano i paesi satellite. Fatti salvi i dovuti distinguo, la storia umana non fa altro che ripetersi.

Breve cronaca degli ultimi anni:

  • Apple nel 2007 lancia iPhone. Già all’annuncio Steve Jobs fa presente che l’interfaccia utente del telefono è “Patented!” e che Apple non si farà scrupolo per fare rispettare i suoi brevetti. Principalmente il brevetto 7479949 dell’United States Patent and Trademark Office; il primo nome citato nella lista degli inventori è Steven P. Jobs.
  • Sulla scia di iPhone un po’ tutti i produttori si lanciano a realizzare smartphone che possano bissare (o rincorrere il successo) di Apple. A fine 2007 Google e la Open Handset Alliance annunciano il progetto Android.
  • Arriva il 2008. Apple iPhone vende in quantità notevoli, soprattutto negli USA; un successo non da poco, soprattutto se si conta che un utente si debba legare con un contratto per due anni ad AT&T. La quantità di traffico Internet scambiato sulle sue reti spesso le rende molto lente, creando non pochi dissapori. Non si dimentichi che negli USA i telefoni “senza brand”, ovvero non legati a un contratto, sono l’eccezione e non la norma a differenza di quanto accada in Italia.
  • All’inizio del 2009 Tim Cook, il Direttore Operativo di Apple, lancia un avvertimento a tutti gli inseguitori nel mercato della telefonia. L’azienda non è contenta di vedere gli altri concorrenti appropriarsi della valevole proprietà intellettuale di iPhone. Avvertimento da prendere sul serio: pare che gli avvocati di Apple siano tra i più cattivi in assoluto.
  • A fine 2009 cominciano ad uscire sul mercato una certa quantità di cellulari Android, da produttori quali HTC (che era stata l’apripista l’anno prima) e (quel che resta di) Motorola, ad esempio. Mentre Apple porta in causa Nokia, che l’aveva citata per prima per violazione sui suoi brevetti relativi alle tecnologie di rete.
  • Circa un mese fa Apple attacca Android senza attaccare direttamente Google: presenta un esposto alla International Trade Commission e contemporaneamente alla Corte Federale degli Stati Uniti contro HTC, citando una ventina di brevetti violati da vari modelli di smartphone Android, ma anche Windows Mobile. I brevetti riguardano (ovviamente) elementi dell’interfaccia utente multitocco, ma anche la gestione del risparmio energetico, il sistema di codifica GSMK e il sistema operativo orientato agli oggetti (!). Microsoft non si dice preoccupata, vantando un notevole portafoglio di brevetti da opporre. Neanche HTC si dice preoccupata, possedendo a sua volta vari brevetti e la cosiddetta “prior art”: sono anni che produce smartphone, prima di Apple.

Certo che una mente inquisitiva potrebbe chiedersi come mai Apple proprio ora decida di passare ai calibri pesanti. Una possibile risposta mi è balenata in mente in seguito alla pubblicazione dell’AdMob Mobile Metrics Report di febbraio 2010, che fotografa un’interessante situazione sulle richieste di messaggi pubblicitari per circa 15000 siti. Nella fattispecie, circa metà del traffico mobile mondiale è imputabile ai cosiddetti smartphone, trainati principalmente da iPhone (50%) e dai modelli Android (24%). La parte interessante del rapporto è il grafico della suddivisione del traffico per sistema operativo: per quanto riguarda gli USA, mentre Apple marca il 44% delle richieste totali di pubblicità, i modelli Android cumulativamente accontano per il 42%. Android si conferma il sistema operativo a più alta crescita tra gli smartphone, a danno di iPhone OS, in flessione costante negli ultimi mesi. Nel resto del mondo si ha una forchetta più ampia, dovuta soprattutto a un ritardo di commercializzazione dei modelli di telefono Android.

Modelli Android? Nella lista degli smartphone più popolari iPhone è primo, seguito a ruota da un modello Motorola e tre HTC. Un altro report mostra anche come la piattaforma che generi ultimamente più interesse da parte degli sviluppatori sia Android. Vedremo se nei prossimi mesi l’Android Market si arricchirà di applicazioni, attualmente latitanti rispetto alle più di 140000 disponibili nell’App Store per iPhone OS.

Questo alla vigilia del rilascio di iPhone OS 4.0 con iAd, recente acquisto di Apple per veicolare la pubblicità sui propri telefoni: si pascola direttamente nel territorio di Google. E ci si vuole smarcare da essa per tutti i servizi: persino le mappe dipenderanno da una società recentemente acquistata, Placebase. In attesa di sapere se Microsoft Bing sarà il prossimo motore di ricerca predefinito di iPhone.

Quando due soluzioni per l’utente sono entrambe abbastanza buone, e questi cominciano a scegliere in base alla convenienza delle tariffe o alla bontà della rete di comunicazione, i concorrenti trovano altri mezzi per mettersi i bastoni fra le ruote nei testa a testa.