2010: L’anno del contatto?


apple_a4Ora che si è scatenata la ridda mediatica e opinionistica sul nuovo nato di Apple, l’iPad, posso permettermi anch’io di aggiungere qualche giudizio (peraltro non richiesto).

Sì, bello iPad. “Ma non c’è la videocamera per chattare o fare foto” oppure “manca l’SD card ove memorizzare quello che mi pare” oppure “dov’è il mio generatore di Stargate?”. Ok, bando alle ciance e in sequenza: la videocamera ce la metteranno (l’SDK già la prevede), l’SD è disponibile solo con dongle esterni e lo Stargate probabilmente con la quarta revisione hardware (o no, probabilmente il colore del tunnel iperspaziale non rispetta i canoni estetici di Steve Jobs).

Però al di là di tutte le novità introdotte o non introdotte con Apple iPad (alcune dal punto di vista software – vi assicuro – sono delle novità), nonostante il “tutto qua” generale che si è levato in giro per il pianeta, mi preme sottolineare quelle che secondo me sono le cose interessanti:

  • Il display: sgargianti colori, precisione estrema nel sensore multitouch, ma solo 1024×768 di risoluzione. Ora quest’ultimo particolare suona strano, dal momento che sarebbe stato più azzeccato un formato 16:9 visto che ci passeranno sopra non pochi film. Tuttavia il pannello a LED riesce ad avere colori sgargianti perché sfrutta la tecnologia In-Plane Switching; probabilmente non erano disponibili altri formati diversi dal 4:3 dovendo essere il display da circa dieci pollici, o semplicemente Steve Jobs ha deciso che la forma dovesse essere quella di un notepad cartaceo. L’OLED è attualmente fuori discussione come tecnologia, semplicemente consumerebbe troppo per questo contesto di utilizzo: un cellulare come Google Nexus One, durante il suo funzionamento normale, dimostra che circa la metà dell’energia sia assorbita dal display OLED a matrice attiva (il quale è grandioso se la luce ambiente è fioca, molto meno entusiasmante in esterno). Inoltre è stata migliorata la precisione del sensore capacitivo per il multitocco: diciamo la verità, questo aiuta non poco essendo le pagine web nate per il mouse e non per il dito.
  • Il processore: più che di CPU, qui si parla di System On Chip (SOC). Infatti, Apple si produce “in casa” (solo la proprietà intellettuale, pare che la realizzazione sia a cura di Samsung) il cuore di iPad e si chiama A4. Probabilmente integra un processore ARM di classe Cortex A9, più un controllore di memoria e un controllore per la grafica (OpenGL compatibile). Ciò non solo riduce la complessità circuitale, ma consente anche di introdurre delle efficienze ad ogni livello nella gestione energetica del sistema nel suo complesso. Anche se non credo neanche se lo vedo che da un iPad sia possibile spremere dieci ore di funzionamento continuato; credo molto di più al mese di stand-by dichiarato. Forse alla prossima revisione hardware di iPhone questo chip, o un suo parente, troverà posto nel melafonino. Un anno e mezzo fa Apple ha acquistato una ditta di tutti-geni, PA Semi, ed era logico ove sfociasse tutto questo quoziente di intelligenza applicato.

E’ probabile che iPad sia un successo, anche se non ridefinirà il mercato come è accaduto per i precedenti iPod e iPhone, ottenendo grandi numeri di vendita. Sicuramente iPad mira ad essere una finestra trasparente su Internet e un veicolo per i contenuti multimediali: audio/video tramite iTunes Store, ma anche di applicazioni tramite App Store. E l’ultimo tassello, di libri mediante iBooks Store, puntando direttamente alla giugulare di Amazon e al suo Kindle. Ormai più del 50% del fatturato di Apple dipende dalla vendita di contenuti e non dall’hardware.

Quello che è certo, è che lo shock maggiore sia stato per i produttori di smartbook e smartphone di fascia alta basati su Android o qualche variante di distribuzione Linux: il prezzo del modello di base di iPad, 499 dollari, è più basso di quello che si aspettassero. Per cui hanno dovuto ribassare i prezzi dei modelli che stanno per introdurre in alcuni casi di più del 20%.

Per me in realtà prende piede un confronto leggermente più eccitante di quanti miliardi riesca a fare Apple quest’anno (dopotutto, non mi arriva in tasca alcunché). In pratica, con l’introduzione della sua variante di ARM Apple si mette in diretta contrapposizione con tutti quei produttori di ARM-derivati, come nVidia con il suo Tegra e Qualcomm con il suo Snapdragon, che animeranno con i loro processori gli smartphone di fascia alta o smartbook.

E Intel, con Atom, sta a guardare. E a cercare di accelerare, in quanto un equivalente processore basato su Atom a ridotto consumo non era ancora previsto se non per il prossimo anno. Sarà quindi da  vedere se questo sia realmente l’anno in cui le architetture ARM e Intel verranno a contatto, sgomitando, per lo stesso segmento di mercato.