La grossa palla di fango


Big ball of mud” (BBOM), che il titolo di questo post italianizza, è un articolo molto interessante del 1999 ad opera di Brian Foote e Joseph Yoder, reperibile a questo indirizzo.

L’articolo descrive le caratteristiche dei sistemi informatici o applicazioni che non abbiano alcuna architettura distinguibile. Mentre dalla Scienza dell’Informazione le nuove leve attingono i design pattern, ovvero i modi di progettare il software secondo regola d’arte per varie classi di problemi in modo da massimizzare la probabilità di successo di un progetto, nel BBOM sono visibili numerosi anti-pattern. Questi sono modi di fare le cose che portano a un quasi sicuro fallimento, o altrimenti a un aumento spaventoso dei costi.

Già, i costi: perché l’Ingegneria, anche quella del software, non è realizzare le cose. Ma realizzarle secondo criteri di economia: intendendo che non debbano necessariamente essere poco costose, ma che il lato economico dell’attività d’ingegno (da cui dal latino, passando per il francese, deriva il termine Ingegnere) sia coprotagonista alla pari nello sviluppo di un sistema o applicazione.

Il BBOM è un rischio da conoscere, per evitarlo se lavorate nel campo dell’Informatica. Eccone i sintomi:

  • E’ sviluppato durante lunghi periodi di tempo, spesso da individui al lavoro su diverse parti, ma non sempre gli stessi.
  • Gli sviluppatori possono non avere una preparazione specifica nel campo.
  • Il BBOM è fatto ripetutamente funzionare per espedienti più che per progettazione.
  • Nessuno conosce il BBOM veramente a fondo; tale conoscenza è distribuita fra individui diversi, spesso andati via dall’organizzazione produttrice. Il rischio è che la documentazione non sia esaustiva, pertinente o che addirittura non esista.

E voi, quanti BBOM avete avuto modo di conoscere?